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Torre delle decime

The tower of the tithes

Lungo il lato sinistro del palazzo dell’ex biblioteca comunale si scorge la porzione di un antico edificio. Considerati per anni i resti di un castello baronale, i conci delle tessiture murarie richiamano una tecnica costruttiva presente in altri comuni limitrofi, che nel Cinquecento si dotano di “torri” non solo di avvistamento ma anche di raccolta per le decime di grano, orzo e avena, dovute al feudatario. I resti dell’antico edificio richiamano, dunque, l’abitazione dell’amministratore delle finanze del signore di Triggiano, il cui più famoso esponente fu Gaspare Marzano alla corte dei Pappacoda nella metà del XVII sec. La torre si componeva di tre livelli, uno interrato e comunicante con il fossato verso Largo del Mercato, il secondo ancora visibile su via Nitti e il terzo, pericolante, abbattuto nel XIX secolo. La torre dell’erario era localizzata, dunque, all’esterno dell’antico fossato insieme ai luoghi più importanti di Triggiano: la chiesa di San Martino e la chiesa medievale di S. Maria Veterana, definiti nei documenti extra muros. Nel 1488 si costruisce un ponte, proprio in corrispondenza della biforcazione delle attuali via Nitti e Largo del Mercato per collegare il resto dell’abitato con l’antico fossato e l’edificio dotato di torre. Le attestazioni documentali del fossato antico, dotato di recinto, e la presenza delle mura cinquecentesche fanno presagire ad un ampliamento del borgo, giustificando la necessità di chiudere l’abitato con una nuova cinta muraria più estesa rispetto all’antico insediamento. In realtà accade esattamente il contrario: l’insediamento di sviluppa al di fuori della villa romana di Trebius i cui spazi tornano a rivivere solo quando si costruisce il ponte sul finire del Quattrocento. La nuova cortina muraria si aggancia, pertanto, all’antico fossato senza inghiottire il primo nucleo di Triggiano.

Along the left side of the building of the former municipal library is visible the portion of an ancient building. Considered in the last years the remains of a baronial castle, the wall textures recall a construction technique used in other neighbouring towns, which in the 16th century equipped themselves with “towers” not only for sighting purposes but also to collect the tithes of wheat, barley and oats to the feudal lord. The rests of the ancient building refer to the house of the finance administrator of the lord of Triggiano, whose most famous exponent was Gaspare Marzano at the Pappacoda court in the middle of the 17th century. The tower consisted of three levels, the first is underground and communicates with the moat towards Largo del Mercato, the second is still visible in via Nitti and the third, since unsafe, was demolished in the 19th century. The tithes tower was located, therefore, outside the ancient moat together with the most important places of Triggiano: the St. Martino’s church and the medieval church of St. Maria Veterana, both defined in the documents “extra muros” (outside the fortified fence). In 1488 a bridge was built, right in the crossroads of the current via Nitti and Largo del Mercato to connect the rest of the town to the ancient moat and the tower building. The written sources about the ancient moat with fence and the presence of the 16th century walls, could suggest an extension of the village, justifying the need to close the town with a new more extensive wall than the ancient settlement. Actually, for Triggiano happened the exact opposite: the settlement developed outside the Roman villa of Trebius, whose spaces came back to life only when the bridge was built at the end of the 15th century. Therefore, the new curtain connected to the ancient moat without including the first nucleus of Triggiano.

Battista P. 1995. Un fosso, un casale, una “rocca”, in Il Trebio, ed. marzo, aprile.

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