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Ipogei civili

Civil hypogeums

Il borgo antico di Triggiano è caratterizzato dalla presenza di ambienti ipogei al di sotto dell’attuale livello stradale che testimoniano un’intensa attività di scavo direttamente nel banco di calcarenite, realizzata in passato dalla popolazione triggianese. Cunicoli, vani di deposito e soprattutto frantoi ipogei costellano il centro storico anche oltre il percorso segnato dalle scomparse mura del paese (XVI-XVII secc.), di cui però rimangono tracce del fossato nella zona adiacente al sito archeologico della chiesa di S. Maria Veterana (fig. 1). Le mura, completate nel 1600, si agganciano al preesistente recinto fortificato più antico di cui non si conserva, allo stato attuale delle ricerche, alcuna evidenza architettonica. Nel censimento disposto dal Regno di Napoli nel 1561 a Triggiano, sono presenti diversi documenti che riportano dati importanti sull’organizzazione abitativa e sociale del paese: molti di questi ambienti ipogei vengono usati come stallo di animali, deposito di vino e grano, botteghe e abitazioni. Nel tratto di fossato conservato nelle adiacenze della chiesa di S. Maria Veterana si può ben osservare il muro a scarpa (fig. 2) con un ingresso scavato nel profilo del muro, per dare accesso agli ambienti ipogei. La rinascita di Triggiano si manifesta nel XVI secolo con l’abbandono degli ambienti ricavati nel fossato, per effetto dell’ufficializzazione del regimen dell’Università di Triggiano. Il paese poggia su una rete sotterranea di ambienti nascosti o cancellati dal tempo che meritano di essere indagati, valorizzati per essere conosciuti dalla comunità triggianese e non solo.

The ancient village of Triggiano is characterised by the presence of hypogeum environments below the current street level that testify a past intense excavation activity directly in the limestone layer by the Triggiano people. Passages, storage spaces and underground olive oil mills are scattered in the historic centre even outside the disappeared 16th-17th century walls of the town; however, traces of the wall moat remain in the area close to the archaeological site of the church of St. Maria Veterana (fig. 1). As research currently stands, the walls, completed in 1600, were linked to the pre-existing older fortified fence of which no architectural evidences are preserved. In the census of Triggiano drawn up by the Kingdom of Naples in 1561, there were various documents that reported important data on the housing and social organization of the town: a lot of these underground environments were used as animal stalls, storage of wine and wheat, shops and dwellings. Along the portion of moat preserved near the church of St. Maria Veterana emerges a sloped wall (fig. 2) with an entrance dug into the profile of the wall to go into the hypogeum environments. The revival of Triggiano occurred in the 16th century with the abandonment of the environments created in the moat, due to the formalization of the regimen of the Town Council of Triggiano. The town rests on an underground network of hidden and time-erased environments that deserve to be investigated, enhanced to be known by the Triggiano community and more.

Battista P. 1993. I fuochi in aggravio dell’Università di Triggiano nella numerazione del 1561. Levante ed., Bari.
Battista P. 1983. Triggiano al tramonto del X secolo. Levante ed., Bari.

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