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STUDI ARCHEOMETRICI DEL COMPLESSO ARCHEOLOGICO DI SANTA MARIA VETERANA A TRIGGIANO

L’archeosito

Il complesso monumentale di S. Maria Veterana a Triggiano, comprende oggi una chiesa di età rinascimentale, in passato più volte ampliata e rimaneggiata, al di sotto della quale è presente uno straordinario ambiente multifunzionale riconducibile ad una chiesa medievale, con annesse cappelle e sepolcreti. In tale luogo le stratificazioni storiche e il susseguirsi delle vicende della vita triggianese del passato appaiono perfettamente conservate, a tal punto da essere ancora presenti tracce di affreschi, disegni preparatori su pilastri e pareti, malte storiche, un’epigrafe e una cisterna per la raccolta delle acque.

La costruzione del primo impianto basilicale è databile all’XI secolo (1081), per volere del sacerdote barese Leone che ne promosse la realizzazione appena al di fuori di un antico fossato in cui si era formato un piccolo insediamento ipogeo. La nuova chiesa, che ben si differenziava dalle vicine già esistenti e modeste chiese rupestri di S. Martino e di S. Croce, presentava tre navate e dimensioni paragonabili alle chiese di Ognissanti di Cuti (Valenzano) e di S. Benedetto (Conversano).

Nella seconda metà del XVI secolo, un repentino incremento demografico, dovuto in parte all’insediamento di una comunità greco-albanese prima e di una spagnola dopo, determinò la necessità di ampliare la struttura esistente. In secondo luogo, agli inizi del secolo successivo, gli abitanti abbandonarono la vita rupestre e si insediarono in borghi al di sopra del fossato ed inoltre, dopo il Concilio di Trento, le due confraternite laicali del SS. Rosario e del SS. Sacramento cominciarono a reclamare le proprie cappelle. Alla luce di tali ragioni, si rese necessario dunque abbattere la chiesa medievale esistente e sui suoi resti, costruirne una nuova, che fu ultimata e consacrata nel 1580. Durante i lavori di costruzione, fu realizzata una cappella scavata nell’area absidale della precedente chiesa medievale, dedicata a S. Maria Veterana. A partire dal XVII secolo, il sito fu protagonista di una serie di vicende che ne determinarono nuovi assetti, ampliamenti e rimaneggiamenti, tra i quali la distruzione della facciata cinquecentesca, di cui si salvò solo il rosone, e la sua ricostruzione sul lato opposto, per rispondere a nuove esigenze urbanistiche.

Oggi, la chiesa medievale è perfettamente fruibile (ma tuttavia poco fruita sia dalla comunità triggianese sia dai flussi turistici) grazie ad un lavoro di sbancamento dei materiali di risulta, attuato dal parroco don Dorino Angelillo e da preziosi ed instancabili cittadini appassionati, e di restauro promosso dalla Soprintendenza per i Beni Culturali negli anni Ottanta dello scorso secolo. Il recupero del sito ha portato alla luce numerosi reperti archeologici, tra cui monete e ceramiche, ma soprattutto ha restituito tracce di affreschi e di disegni preparatori (incisioni e sinopie) su pareti e pilastri, che avvallano l’ipotesi che la chiesa fosse completamente affrescata prima del suo interramento.

L’archeometria

L’archeometria (studio dell’antico, attraverso metodi e tecniche scientifiche) è la disciplina che si occupa degli studi scientifici con indagini chimiche, fisiche, mineralogiche di laboratorio dei materiali antichi di interesse archeologico, storico-artistico ed architettonico. Tale approccio, consente di indagare circa le materie prime di cui sono composti i Beni Culturali e di conoscere le tecnologie e le tecniche con cui sono stati realizzati, al fine di ricostruirne la storia dall’origine fino al presente, di identificare i rapporti socio-economici e culturali degli insediamenti umani e di aprire nuove ipotesi di studio e ricerca per la conoscenza del patrimonio culturale di una comunità.

In particolare, i più idonei destinatari della ricerca archeometrica sono proprio gli affreschi e le malte storiche, soprattutto quando i risultati ottenuti sono confrontati con dati storici ed archeologici. Infatti, i materiali di cui essi sono costituiti (intonaci, sabbia, aggregati, pigmenti e leganti) possono essere studiati e approfonditi in laboratorio ed i risultati contribuiscono al riconoscimento dei siti di approvvigionamento delle materie prime; inoltre le tecniche di produzione e l’uso di particolari accorgimenti, osservabili solo mediante specifiche tecniche d’indagine, forniscono utili informazioni circa la ricostruzione dei cicli di produzione e delle maestranze e dunque delle relazioni dei siti con quelli vicini.

Il progetto di ricerca

Il progetto di ricerca, interamente finanziato dalla Fondazione Pasquale Battista e patrocinato dal Comune di Triggiano, si focalizza sullo studio archeometrico dei materiali del sito archeologico di S. Maria Veterana a Triggiano. In particolare, oggetto di studio sono le malte, gli intonaci e gli strati pittorici degli affreschi e alle malte di allettamento delle strutture murarie, entrambi pertinenti agli ambienti riconducibili alle differenti fasi storiche. Le tecniche analitiche considerate per gli studi archeometrici sono: indagini microscopiche mediante realizzazione di cross-section e osservazione delle stesse mediante microscopio a luce riflessa; indagini petrografiche mediante realizzazione di sezioni sottili e osservazione delle stesse mediante microscopio ottico a luce polarizzata; caratterizzazione mineralogica delle materie prime utilizzate mediante tecniche diffratometriche a raggi X e spettroscopiche. I risultati scientifici ottenuti, consentiranno di avvalorare o confutare ipotesi avanzate su basi bibliografiche e archivistiche, di contribuire allo stato delle ricerche e di aprire nuovi interrogativi e spunti per futuri studi.

[1] Battista P., Sulla fondazione della maggior Chiesa di Triggiano, in A.A.V.V. «L’antica maggior chiesa di Triggiano» ed. Levante, Bari, 1987. [2] Battista P., Guida storico artistica al complesso monumentale di Santa Maria Veterana, a cura del C.R.S.E.C. BA/13 – Regione Puglia. [3] Battista P., Triggiano al tramonto del X secolo (sulle origini), pref. N. Lavermicocca, ed. Levante, Bari, 1983. [4] Crudele R. & Di Gioia E., Santa Maria Veterana, Triggiano, «La memoria, i luoghi, la tradizione» ed. Pagina, Bari, 2010. [5] Moles A. & Matteini M, La chimica nel restauro. I materiali dell’arte pittorica, ed. Nardini,  Firenze, 2007.